La formazione del plurale

Possiamo dire che in italiano tutti i sostantivi femminili che al singolare finiscono in -a al plurale danno -e; tutti gli altri sostantivi, maschili o femminili, al plurale finiscono con la lettera -i.

A –> E

O; E –> I

Esistono poi una serie di sostantivi con il plurale invariabile. Questi sono:

– le parole di origine straniera ( hotel, sport, film..)

– le parole tronche, che finiscono cioè con la sillaba accentata: città; gioventù, caffè…

– i nomi abbreviati come: moto (la motocicletta) ; foto (la fotografia); cinema (il cinematografo).

– i monossilabi (re, gru)

– le parole che terminano in -i (tesi, diagnosi)

Esistono poi altri sostantivi che al singolare finiscono in -o ma che hanno uno strano plurale in -a. Molti di questi nomi indicano parti del corpo, come per esempio:

il labbro –> le labbra

ciglio –> ciglia

braccio –> braccia

dito –> dita

gionocchio –> ginocchia

Attenzione!

I sostantivi che finiscono in -cia o -gia seguono la regola generale se preceduti da vocale; ex: farmacia > farmacie; ciliegia > ciliegie. Se invece sono preceduti da consonante al plurale perdono la -i; ex. arancia > arance; spiaggia > spiagge.

I sostantivi in -ca e -ga al plurale mantengono il suono velare, cioè duro, e prendono una -h: ex. amica > amiche; bottega > botteghe

I sostantivi maschili in -co e in -go alcune volte formano il plurale in -chi e ghi: arco > archi; albergo> alberghi; altre volte invece in -ci e -gi: amico > amici; asparago > asparagi. Purtroppo non c’è una regola specifica per sapere qual è il plurale corretto così, in caso di dubbio, occorre consultare un buon dizionario.

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